Telefonata choc dopo l’omicido: ho ucciso mio marito

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“Che è successo, signora?”. “Niente, ho ucciso mio marito”. Con questo scambio di battute inquietante, Salvatrice Spataro comunicò ad un operatore del 118 di avere assassinato il marito, Pietro Ferrera.

La vittima, ex sottufficiale dell’Esercito, fu massacrata con oltre cinquanta coltellate.

Al delitto, presero parte anche i due figli maggiori della coppia, Mario e Vittorio, di 22 e 21 anni, avvenne a Palermo, nell’abitazione di famiglia, in via Falsomiele 138/P, intorno alle 23,30 del 14 dicembre scorso .

A mezzanotte e sei minuti la donna chiamò il numero di emergenza sanitaria ma, lasciando di stucco il centralinista, si mostrò preoccupata più per la ferita alla mano, riportata nella colluttazione dal figlio minore, Vittorio, che non dal decesso del coniuge. Gli atti sono stati depositati dopo che i pm Gianluca De Leo e Giulia Beux hanno chiesto il rito immediato, per saltare l’udienza preliminare. Iniziativa a cui l’avvocato Maria Antonietta Falco ha risposto con la richiesta del rito abbreviato, condizionato all’esecuzione di una perizia psicologica e psichiatrica sui tre imputati, detenuti da ormai più di sei mesi.