Italiana segregata in Marocco per matrimonio di convenienza: liberata dalla polizia internazionale

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Una donna di 47 anni di origine sarde era partita per l’Africa dopo aver accettato per la somma di 5 mila euro un matrimonio di convenienza. La donna però una volta arrivata in Marocco ha cambiato idea e aveva così deciso di rientrare in Italia. Presto però si è accorta che il promesso sposo non glielo avrebbe consentito. Il giovane, infatti, con la complicità della madre e della sorella, l’ha sequestrata, tenendola segregata in un’abitazione con le sbarre alle finestre, in un villaggio a circa venti chilometri da Marrakesh, costretta a nutrirsi solo di latte e biscotti.

Alla donna, che era riuscita a tenere ben nascosto il proprio cellulare, è stato impedito di tenersi in contatto con la famiglia anche se, nei rari messaggi telefonici, è riuscita a far trapelare la sua sofferenza tanto che, durante una videochiamata, una sorella si è accorta dello stato di prostrazione e paura vissuto dalla donna, stanca e ferita. Insospettiti e preoccupati, risultato vano ogni tentativo di mettersi nuovamente in contatto con la congiunta, i familiari hanno deciso di sporgere denuncia presso la Questura di Sassari che ha attivato subito lo Scip, il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia.

Le indagini hanno accertato l’effettiva segregazione della donna che, approfittando della momentanea assenza dei suoi aguzzini, per sottrarsi alla prigionia era salita fino alla terrazza del terzo piano dello stabile, lanciandosi con una caduta che le aveva provocato la frattura delle gambe oltre alla lesione di alcune vertebre. Ritrovata dall’uomo, era stata riportata a casa, nuovamente segregata senza assistenza sanitaria. Le ricerche avviate dallo Scip con il supporto operativo dell’esperto per la sicurezza di stanza a Rabat, hanno consentito di rintracciare e salvare la donna. Ora è ricoverata presso una struttura sanitaria locale in attesa che i medici diano l’assenso al suo ritorno in Italia. L’uomo è stato arrestato.