Palermo: torna la truffa dello specchietto

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La prassi è sempre uguale, mentre si transita con la propria automobile in una strada magari stretta e con auto in doppia fila si sente un colpo sordo allo specchietto, generalmente lato passeggero e quindi con il campo visivo dell’automobilista coperto. Di lì a poco, una vettura si accosta e il guidatore fa notare il danno arrecato alla sua auto. Alla vittima di turno viene fatto credere che durante la marcia l’auto abbia rotto il retrovisore esterno dell’auto del truffatore; l’illusione dell’urto nasce invece, da un colpo che i truffatori provocano sulla carrozzeria dell’auto dell’automobilista preso di mira, solitamente sulla fiancata, lanciando un sasso o una pallina metallica. Per segnalare invece la strisciata data dal contatto delle due auto viene applicata una gomma nera, lo specchietto del truffatore invece salta giù al minimo tocco. E così, costretto ad accostare la vittima scende e il truffatore mostra lo specchietto penzoloni. Da quel momento si gioca tutto sul timore che il truffatore riesce ad indurre alla vittima di turno, che per evitare di interessare le compagnie assicurative decide di pagare seduta stante un risarcimento in denaro contante. La richiesta di denaro è sempre la stessa: all’inizio 300 euro per poi scendere a contrattare. Se il guidatore dice di non avere contante con sé, i truffatori si offrono di accompagnarlo al bancomat più vicino per prelevare.

Federconsumatori avverte che “essendo lo specchietto una estremità sporgente, viene scelto molto più spesso rispetto ad altre parti della vettura. Spesso può essere oggetto di discussione un’ammaccatura sulla fiancata. Poi, con fare più o meno minaccioso, il truffatore chiede il ristoro del danno e, per evitare le lungaggini della assicurazioni, simula di accontentarsi di una banconota di 50 euro e più. Evitare la truffa non è semplice – aggiunge Vizzini – perché si è distratti e impreparati all’evento. Potrebbe essere utile evitare di marciare troppo vicini alle auto in doppia fila o che marciano molto lentamente. Al truffatore che vuole pagato il danno, si deve rispondere che non si ha il portafoglio e non si hanno soldi addosso, oppure che per risolvere la questione è meglio chiamare i vigili o le forze dell’ordine. Generalmente il truffatore desiste. Chiediamo alle forze dell’ordine una serrata vigilanza nelle zone segnalate.