venerdì, 17 Gennaio, 2020


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Sequestrato stabilimento Jonica Pesca di Acireale

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Le indagini avevano preso avvio a fine 2018 a seguito di un controllo di polizia marittima operato dalla Guardia Costiera presso la “Jonica Pesca”, che si occupa di stoccaggio, lavorazione e trasformazione di pesci, crostacei e molluschi

Su disposizione della Procura di Catania, personale della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Catania, insieme ai carabinieri del nucleo operativo ecologico di Catania, hanno eseguito una ordinanza di applicazione di misure cautelari reali e personali, procedendo al sequestro preventivo dello stabilimento produttivo di proprietà della società “Jonica Pesca snc” con sede in Acireale, contrada Cianciana, una delle maggiori società del settore ittico operanti in Sicilia. Inoltre, è stato applicato il divieto di dimora a carico di Giuseppe Valastro, di anni 68, amministratore e legale rappresentante della stessa.

Le indagini hanno visto la luce verso la fine del 2018 a seguito di un controllo di polizia marittima operato dalla Guardia Costiera di Catania. A seguito dell’emersione delle prime irregolarità si è proceduto all’integrazione delle attività ispettive connesse ai profili di rispetto delle norme ambientali operata dai militari del Nucleo Operativo Ecologico. Gli agenti, infatti, attraverso l’analisi del territorio, sono riusciti ad individuare un pozzo esterno all’area dello stabilimento. Questo, utilizzato abusivamente da parte del titolare del deposito ittico, serviva per tutte le procedure di lavorazione del pescato e per la pulizia dei locali.

Nel corso delle attività di indagine è emerso come l’impresa avesse adulterato, contraffatto e immesso in commercio ingenti quantitativi di prodotti alimentari “avvelenati”. In particolare stoccafisso e baccalà erano trattati con la calce edilizia al posto della calce per uso alimentare. Ma non solo: a seguito delle analisi sulla qualità delle acque,  l’Asp di Catania ha constatato come l’acqua proveniente dal pozzo abusivo contenesse un alto tasso di batteri coliformi.

Inoltre, nel corso degli accessi ispettivi nei locali aziendali, ravvisati dalla Polizia Giudiziaria operante ulteriori illeciti, anche di carattere penale. Tra questi  reati l’assenza di idonea documentazione di autorizzazione allo scarico e della documentazione attestante i campionamenti di monitoraggio delle acque utilizzate per la lavorazione del prodotto ittico. Infatti,  a differenza di quanto dichiarato agli Enti preposti al controllo, l’impresa non si limitava alla sola conservazione e commercializzazione dei prodotti ittici, ma anche alla lavorazione, trasformazione, affumicatura e confezionamento degli stessi.

Infine, è stata altresì rilevata nello stabilimento la presenza di telecamere di video-sorveglianza rivolte all’interno dei luoghi di lavoro, senza che vi fosse stata specifica autorizzazione da parte del competente Ispettorato del Lavoro.

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