15 Giugno: riaperture cinema, teatro, discoteche e centri estivi

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epa08455684 Ultraviolet light or UVC Sterilizer set up to clean seats to prevent the COVID-19 coronavirus pandemic during a preparation for the reopening of a cinema in Bangkok, Thailand, 31 May 2020. The Thai government has announced to lift the third phase of the easing business and activity lockdown as well as shortened the curfew to 11pm to 3am which will take effect from 01 June 2020, after the slowdown of COVID-19 coronavirus pandemic. EPA/RUNGROJ YONGRIT

Da lunedì prossimo (a meno che i dati aggiornati del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità non consiglino lo stop, ma fino ad ora la curva discendente del virus è incoraggiante) in Italia riapre praticamente tutto: dal 15 giugno i bambini entreranno nei centri estivi, si tornerà al cinema, teatro e negli spazi culturali per piccoli incontri, riprenderanno anche discoteche e convegni  . Il tutto con nuove linee guida che sono state approvate ieri dalla Conferenza Stato Regioni e che verranno allegate al Dpcm che disciplina la Fase 3.

Nei cinemi e al teatro al chiuso, un massimo di duecento spettatori , mille all’aperto e mascherine per il pubblico, per gli operatori che organizzano l’accesso del pubblico e per gli artisti. Sono le misure previste dal decreto governativo del 17 maggio per la ripresa da lunedì 15 giugno di sale teatrali, cinematografiche e da concerto. Regole che molti locali, al chiuso, considerano troppo penalizzanti per azzardare una riapertura nella stagione estiva preferendo rimanere chiusi e ricominciare solo a settembre. Pubblico, artisti e lavoratori degli spettacoli dovranno sostanzialmente seguire le stesse regole: mantenimento del distanziamento interpersonale di un metro, misurazione della temperatura corporea e utilizzo obbligatorio di mascherine, periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti chiusi anche tra un evento e l’altro nella stessa giornata. E poi aereazione naturale, ricambio d’aria e rispetto delle raccomandazioni sui sistemi di ventilazione e di condizionamento, sistemi di disinfezione delle manii accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento, divieto del consumo di cibo e bevande durante lo svolgimento degli spettacoli, vendita dei biglietti preferibilmente online e se in biglietteria senza utilizzo dei contanti. Distanziamento di un metro da fermi, da due se in pista nelle discoteche. Si torna a ballare dal 15 giugno ma solo all’aperto, con capienza di circa metà degli spazi e con modalità talmente difficili da rispettare che molti enti locali, dalla Sicilia alla Liguria, hanno già deciso di consentire la riapertura delle discoteche solo come locali da ascolto di musica e intrattenimento, anche se con dj alla consolle. Vietata anche la vendita di bevande e drink al bancone. I clienti delle discoteche dovranno fare una fila ordinata mantenendo le distanze, ritirare la bevanda e allontanarsi. La capienza dei locali è ridotta praticamente della metà e per evitare inutili file e assembramenti fuori sarà necessario prenotare online e fare i biglietti per via telematica per gli ingressi. Per i centri estivi da lunedì ripartono anche i centri estivi per i bambini con almeno tre anni. I centri dovranno riaprire in sicurezza e tutte le attività si dovranno svolgere in presenza degli operatori, nelle sedi che sono quelle dei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole.  In alcune regioni, come Emilia Romagna e Veneto, si è già ripartiti, in Veneto anche con alcuni esperimenti per i nidi per i più piccoli da 0 a 3 anni. Per accedere a questi spazi bisognerà seguire una serie di regole e permettere le iscrizioni dando dei criteri di priorità d’accesso: deve essere avvantaggiato chi ha più bisogno.
Gli ingressi nei centri devono essere scaglionati per evitare gli affollamenti, magari con accessi ogni cinque o dieci minuti, verificando inoltre la temperatura dei bambini. All’interno dei centri ci si dovrà lavare spesso le mani, si dovrà rispettare la distanza di un metro, non ci si dovrà toccare il viso. Si suggerisce, dove possibile, di sfruttare sempre gli spazi aperti. Rimane, comunque, la necessità di indossare le mascherine in alcuni casi. I bambini verranno suddivisi in piccoli gruppi, diversificati per fasce d’età. In base all’età dei bimbi, poi, si formeranno i gruppi, con un rapporto minimo tra operatori e bambini da rispettare. Per chi ha tra 3 e 5 anni, il rapporto deve essere di un adulto (quindi un operatore) ogni cinque bambini. Da 6 a 11 anni, il rapporto diventa di un operatore ogni sette bambini. Infine, per gli adolescenti da 12 a 17 anni il rapporto sarà di un operatre ogni dieci ragazzi.