Coronavirus: 860 nuovi positivi in Sicilia

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Sono 860 i nuovi positivi al Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, il numero complessivo di contagi sale così a 11734, con 830 ricoveri: 727 in regime ordinario e 103 in terapia intensiva con un incremento di cinque ricoveri. Il Covid-19 ha fatto altre 10 vittime, così il totale sale a 449. I guariti sono 61. I postivi accertati nell’ultimo bollettino sono: 345 a Palermo, a Catania 197, a Messina 52, a Trapani 138, a Ragusa 35, a Siracusa 30, a Caltanissetta 45, ad Agrigento 3 e ad Enna 15.

Torna per molti siciliano l’incubo della mancanza dei reagenti, infatti scarseggiano nei laboratori privati palermitani. Le liste di attesa si allungano, mentre sui laboratori privati arrivano diffide dal dipartimento dell’assessorato regionale alla Salute, per i costi eccessivi applicati agli utenti. Il tampone molecolare per la Regione deve costare al massimo 50 euro, ma in questi mesi sono stati applicati prezzi che vanno da 80 fino a 120 euro. Per il test rapido invece il costo varia da 25 a 30 euro. Anche in questo caso sono arrivate segnalazioni di strutture che hanno applicato tariffe più care.

Nel frattempo continua la “lotta” del presidente della regione Musumeci per cercare di applicare in Sicilia deroghe all’attuale Dcpm, a favore dei ristoratori, dei teatri e dei cinema. “Con tutto il rispetto per il governo nazionale riteniamo di avere diritto a disciplinare su alcune materie le misure che i presidenti di Regione possono adottare. Misure che finora sono state restrittive e che potrebbero essere estensive”. Lo ha detto intervenendo all’Ars, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci a proposito delle misure di contrasto al Covid-19.

“Il governo regionale si riunirà per adottare un disegno di legge che richiami nella forma e nella sostanza la legge già adottata e approvata dal governo centrale per la Provincia autonoma di Bolzano – ha aggiunto Musumeci -. Mi auguro che su questo tema si possa trovare la condivisione del Parlamento. In particolare mi riferisco a deroghe per materie che riguardano i beni culturali e alcune attività legate al turismo. Noi chiedevamo di adattare le norme alle abitudini della nostra terra”.