Vaccini: necessità di vaccinare il 70% entro l’estate

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AstraZeneca

Al summit europeo si è d’accordo che bisogni accelerare sui vaccini, anche penalizzando le Big Pharma inadempienti sulle forniture. E, con l’apertura di Angela Merkel, trovano un primo accordo per il via libera ai passaporti vaccinali, quei certificati che potranno consentire a chi ha ricevuto le dosi di muoversi e viaggiare. Vanno fatti entro tre mesi, è stato l’impegno politico.

Con 51,5 milioni di dosi di vaccini distribuiti complessivamente nell’Unione a fine febbraio, e solo l’8% di europei che hanno ricevuto almeno la prima immunizzazione, i capi di Stato e di governo hanno chiesto che la Commissione adotti un approccio più rigido nell’applicazione del controllo dell’export per quelle aziende farmaceutiche che non rispettano i patti.

Un chiaro messaggio per AstraZeneca, che sembra aver favorito Regno Unito e Israele, a discapito dell’Unione, e di cui si narra vi siano svariati milioni di dosi in mano ad intermediari pronti a servire il miglior offerente.

L’obiettivo, come ribadito dalla presidente dell’Esecutivo comunitario Ursula Von der Leyen, resta quello di immunizzare il 70% della popolazione adulta, ovvero 255 milioni di persone entro fine estate, ma i grafici presentati sulle dosi previste in consegna nel secondo e nel terzo trimestre, come rilevato da Draghi, non rassicurano, perché non offrono certezza.

Bisogna correre di più con le immunizzazioni per rallentare il dilagare delle varianti, ha insistito Draghi, e richiamando gli esempi del Regno Unito e degli Stati Uniti, che tengono ben stretti i loro vaccini, ha chiesto perché l’Europa non faccia altrettanto.