Coronavirus: più vaccini, a scuola in prima media in zona rossa

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Lavorare «tutti insieme» per imprimere il cambio di passo alla campagna di vaccinazione e raggiungere le 500mila somministrazioni al giorno, visto che nella prossima settimana arriveranno quasi 3 milioni di dosi. Il governo e il premier Mario Draghi incontreranno le Regioni nelle prossime ore per superare divisioni e incomprensioni, dopo la strigliata del presidente del Consiglio ai territori per i ritardi e le differenze nelle somministrazioni, «difficili da accettare». Con l’arrivo di oltre un milione di dosi di Pfizer, oltre 500mila di Moderna e 1,3 milioni di Astrazeneca, i territori avranno quei vaccini che chiedono da settimane per poter far decollare la campagna.

Con le dosi di vaccino, in settimana arriverà anche il decreto con le nuove misure: un provvedimento che dovrebbe essere pronto a metà settimana e potrebbe prevedere una sorta di verifica a metà aprile per valutare la possibilità di riaprire, se la situazione epidemiologica lo consentirà, alcune attività prima di maggio.

Oltre alle norme ad hoc per il personale sanitario, l’obbligo di vaccinarsi per medici e infermieri a contatto con il pubblico e lo scudo penale per chi somministra le dosi limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave, potrebbe prevedere la verifica della situazione epidemiologica a metà del mese per valutare, in caso i dati del contagio siano in discesa e la pressione sulle strutture sanitarie allentata, l’allentamento di alcune restrizioni.

Il decreto dunque rinnoverà di fatto tutte le misure attualmente in vigore: cancellazione della zona gialla, niente visite a parenti e amici in zona rossa, spostamenti ancora vietati tra le regioni, chiusi bar, ristoranti, cinema, teatri, musei, piscine e palestre. La novità più importante è quella che riguarda le scuole: si tornerà in presenza fino alla prima media anche in zona rossa, mentre nelle zone arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori.